Il gingol quotidiano di Radio Giovedì e'

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giovedì 21 aprile 2011

Primo Giovedì nell'Iper Spazio

Fantascientifici Radiolettori, fantascienti-belle-fiche Radiolettrici, cara Lady Gaga.

Come avrete certamente appreso dall’orribile doodle di Google di qualche settimana fa, Yuri Gagarin 10 lustri nel passato (per i meno ferrati, il 12 aprile del 1961) diventò il primo uomo (nonchè il primo comunista) a orbitare nello Spazio.
Anche se non avremmo voluto, siamo costretti dalla par condicio a dirvi che anche i fascisti riuscirono in un’impresa che ha dell’incredibile: furono proprio i fascisti i primi uomini a raggiungere Marte ma solo nel 2006... si sa, i fascisti sono un pò più lenti ma molto più ambiziosi di tutto il resto del genere umano (esclusi dal genere umano ovviamente sono: Maurizio Gasparri, Ignazio La Russa, Angelino Alfano, Roberto Maroni, Renzo (prrrrrrrrrr) Bossi).

Ma torniamo a noi e a culo la par condicio.
Si sa, ingenui Radiolettori, quello che ancora ignorate è tanto ma, Primo su tutti, ignorate che giovedì scorso, 14 aprile 2011, Primo Giovedì è stato il primo digei sbronzo a viaggiare nell’Iper Spazio.

La notizia non ha ancora fatto il giro del mondo perchè bloccata nel frigorifero del reparto informatico di Radio Giovedì che non ha ancora avuto tempo per cambiare la testata del sito. Siamo comunque fiduciosi che una volta vuotato il frigo dalle ultime 1267 bottiglie di Beer Bone, qualcuno possa a trovarla. Inoltre, una equipe di tecnici sta alacremente lavorando al progetto. Ecco una bozza del loro duro lavoro:


A distanza di una settimana dall’evento, la redazione di Radio Giovedì è orgogliosa di darne pubblico annuncio riportando in questo post le parole di Piero Angela:
 
 
Angela in una immagine di repertorio

“E' stato Primo Giovedì a vedere per la prima volta il nostro pianeta in sei dimensioni (ndr. una per ogni grado alcolico della Beer Bone) comodamente adagiato su un triclino stile impero in una comodissima suite della enorme capsula a forma di bottiglia (o supposta, dipende dal punto di vista) dove sarebbe entrato comodamente anche Giuliano Ferrara. O forse il contrario...
Il viaggio di Primo è durato solamente 8 secondi nella sua BeerBoneSpaceEnterpriseShuttle 1.3 (chiamata per comodità BeerBoneSpaceEenterpriseShuttle) giusto il tempo di un paio di birre, tracannate alla velocità di circa 28mila kilojoule al secondo.
Il viaggio di Primo Giovedì nell’Iper Spazio non solo ha dato inizio all’esplorazione di mondi inimmaginabili per persone con scarse capacità di immaginazione (ndr. Maicol su tutti, Sandro Bondi ed Emilio Fede rispettivamente secondo e terzo). Questa impresa ha dato al mondo la speranza di di raggiungere nuove frontiere e poter contare su nuove forme di vita più intelligenti di quelle dell’attuale governo o, anche più semplicemente, di poter contare sulle proprie dita dei piedi (ndr. non bastassero quelle delle mani).
Infatti, Primo Giovedì, pionere dell’Iper Spazio e ovviamente dell’Iper Gnocca, ha compiuto il "primo passo" verso un paio di conquiste (queste ancora da ottenere), sicuramente molto più impegnative e asciutte che entrare al Killer Killer Plastic il sabato sera:
  1. il viaggio nell’Iper Uranio platonico! Sebbene Platone stesso, ideatore del concetto di Iper Uranio, lo descrisse come meta raggiungibile solo dall'intelletto, non tangibile dagli enti terreni, le poste, gli stronzi, i corruttori, i corrotti e i corruttibili, esso ancora non aveva conosciuto il genio terreno di Primo Giovedì, il quale, grazie ad una sonda alimentata con una miscela di BeerBone e Mentos, conta di conquistare il Mondo Delle Idee prima della messa in onda della prossima puntata del Tenente Cristoforo Colombo (domenica alle ore 18.30 su Rete Quattro, dopo il TG dell’inossidabile Emilo Fede).
  2. il viaggio nell’Iper Coop di Piazzale Lodi la domenica prima di Natale.”


Per Questo Giovedì è tutto, la Redazione di Radio Giovedì vi saluta augurandosi di trascorrere bene il resto della settimana.

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giovedì 9 dicembre 2010

Chiuso per il ponte della Madonna

Risponde la segreteria telefonica slovacca di Radio Giovedì, l'emittente a tutta birra!
Gli uffici della redazione sono ancora chiusi per il ponte della Madonna (...arrivato lungo alla staccata) e
Primo e Secondo Giovedì stanno bevendo Beer Bone sulle nevi del Terminillo.
Per comunicazioni urgenti, ci dispiace, ma non c'è nulla da fare... si può solo aspettare!
Se volete potete scrivere un messaggio dopo il segnale acustico ma ricordate che non verrà mai letto.

BBBBBBBBBBBBBBBBIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIPPPPPPPPPPPPPPPPPPP

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giovedì 18 novembre 2010

Obolo a Radio Giovedì

Si chiama Obolo di Radio Giovedì l’aiuto economico che i fedeli offrono a Primo Giovedì che nonostante la sua giovane età pare già essere in odore di santità e di alcool.
L’Obolo non è altro che un segno di adesione alla sollecitudine del successore della Trinità, non quella con Terence Hill ma questa:
  1. Dio (inteso come tutte le divinità universalmente più diffuse: Geova, Allah, Buddha, Ganesh, Silvio)
  2. Linus
  3. Mike Bongiorno
Tale Obolo serve per far fronte alle molteplici necessità che il mondo Radiografico quotidianamente incontra e per le opere di carità in favore dei più bisognosi (Ruby in testa, Cristiano Malgioglio ed Emilio Fede in coda) in cui Primo Giovedì si prodiga.

Nasce 1000 e 1 notti fa la pratica di sostenere materialmente, alcolicamente e sessualmente coloro che hanno la missione di annunciare il Vangelo di Radio Giovedì (che, per i più storditi, sono Primo e Secondo Giovedì), perché possano impegnarsi interamente nel loro ministero, prendendosi anche cura dei più bisognosi (cfr Atti degli Ubriachi 4,34; 11,29).
Come potrete immaginare, tutti i taccagni Radiolettori che invece decideranno di astenersi dall’obolare a favore di Radio Giovedì, l’unica radio che non aiuta le vecchiette ad attraversare la strada, verranno senza ombra di dubbio colpiti da una delle dieci (15) piaghe di Radio Giovedì (a inderogabile scelta di Primo e Secondo).

Nel primo anno del suo operato, Primo Giovedì ha voluto sottolineare il particolare significato dell’Obolo:
“L’obolo di Radio Giovedì è l’espressione più tipica della partecipazione di tutti i Radiolettori alle iniziative di bene di Radio Giovedì nei confronti dell’Universo inteso nella sua interezza. E’ un gesto che ha valore non soltanto pratico ma anche fortemente simbolico, come segno di comunione del fedele Radiolettore con Primo Giovedì e di attenzione alle necessità di Secondo Giovedì; per questo il vostro servizio possiede un valore squisitamente squisito” (tratto da “Discorso ai Soci del Circolo della Birra”, 25 febbraio 2010).
Cosa aspettate, fedeli Radiolettori, obolate tutti insieme intonando a voce sguaiata:

Alleluia, alleluia, alleluia, alleluia Alleluia, alleluia, alleluia.
Alleluia, alleluia, alleluia, alleluia Alleluia, alleluia, alleluia.
La nostra birra non deve finire, non deve finire e non finirà
La nostra birra non deve finire, non deve finire e non finirà
Perché la festa siamo noi che beviamo con te,
perché la festa siamo noi, bevendo insieme così…
Alleluia, alleluia, alleluia, alleluia Alleluia, alleluia, alleluia.
Alleluia, alleluia, alleluia, alleluia Alleluia, alleluia, alleluia.

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giovedì 30 settembre 2010

Radio Giovedì contro i bongolodi

Ci siamo trattenuti a lungo ma, arrivati a questo punto, non possiamo più fermarci.
Abbiamo sopportato finchè i nostri timpani hanno resistito, ma ora che sanguinano, è giunto il momento di ribellarci e di dire basta.
Questa trasmissione, Radiolettori deboli d'udito, è la prima vera invettiva (ma non temete, non sarà l'ultima) che Radio Giovedì fa apertamente contro la fastidiosa popolazione dei bongoloidi; quella subdola, faziosa e maleodorante popolazione, composta per lo più da mediocri musicisti di bongo, che potete trovare sporchi e intenti ad assumere delle sostanze droganti (!), durante piacevoli e tranquilli pic nic all'Idroscalo (Segrate, Milano), alle feste domenicali degli Hare Krishna o durante la sagra della polpetta di Grottaglie (TA).

Ma lasciate che vi spieghiamo due cosette interessanti su questa strana popolazione...
Agli inizi degli anni '60, il pimpante e baldanzoso etologo italiano Primo Giovedì, già mastro birraio trappista, che aveva adottato lo pseudonimo di Konrad Lorenz senza prenderne le terribili sembianze, ha cercato di analizzare questi soggetti, studiando per lo più il bongoloide da un punto di vista scientifico, sociologico, analogico ed etnomusicologico, arrivando ben presto a delle incredibili conclusioni che hanno contribuito a cambiatre non solo la storia della biologia moderna, ma anche quella dell'alchimia e della fisica teorica... dell'educazione fisica teorica, ovviamente, nonchè il nome delle vie di Monopoli.

Se è vero che l'uomo si è evoluto dalla scimmia e Sandro Bondi da una noce di cocco vuota, il bongoloide a ragion di logica si deve essere evoluto da una batteria. Proprio così ignari Radiolettori. Ma non, idealisti Radiolettori, dalla batteria inteso come strumento musicale rumorosissimo che solo un babbo separato senza l'affido della prole potrebbe regalare al proprio figlioletto, e che ha avuto esponenti di primissimo piano quali Franz Di Cioccio, John Bonham, Simone B. e Tullio De Piscopo. Il bongoloide medio invece deriva proprio dalle batterie, ovvero dai dispositivi che convertono l'energia chimica in energia elettrica. Per intenderci, quelle del telecomando che da piccoli leccavate per sapere se era carica o meno e che, a giudicare dai risultati, oseremmo dire che non vi ha fatto bene e sconsigliamo vivamente di provare ai giovini Radiolettori...

Come è possibile, vi starete chiedendo inebetiti? Bè, questo proprio non possiamo dirvelo se prima non inserite una moneta da due euro nella cassetta delle lettere della redazione di Radio Giovedì.
Quello che vi possiamo dire gratuitamente è che la batteria era una stilo (AAA) gialla dell'Ikea e che era pure esausta (e chi non lo sarebbe, dopo aver ascoltato contro voglia quel fastidioso pum pum pum per ore e ore?).

Il bongoloide, secondo gli studi condotti da Primo Giovedì pseudonimizzato da Lorenz (che salutiamo festosamente in quanto partito per l'Olanda) non ha alcun fine nella propria vita. E' un essere che si muove solo ma socializza facilmente soltanto con altri suoi simili e conduce per lo più una vita senza senso. Il bongoloide medio non ha nè causa nè casa e per questo vaga senza meta alla ricerca di altri bongoloidi con cui far comunella e chiasso (da quì il detto delle madri ai bambinetti rompicoglioni "dai, non fare il bongoloide"). Ultima ma non per questo meno importante scoperta riguarda il contributo genetico di un suonatore insulso di bongo (leggi anche "bongoloide") alle generazioni successive. Ebbene, è stato provato che in confronto ai contributi di altri individui della popolazione umanoide, il contributo cromosomico del bongoloide è pressochè nullo; basti pensare che i bongoloidi non sono per natura attratti dal sesso in quanto sprovvisti di desiderio di procreazione e quando lo praticano lo fanno solo per emulazione di Youporn.

Ecco i 5 motivi per i quali secondo Radio Giovedì i bongoloidi, ovvero i molestatori dei nostri poveri timpani, andrebbero cancellati dalla faccia dell'universo:
1) puzzano
2) olezzano
3) nauseano
4) odorano
5) stonano

Come potete ben notare, tutti e cinque i motivi finiscono in "ano", e questo sicuramente non è un caso.

Vi state chiedendo quale possa essere l'utilità del bongoloide in natura?
La risposta più semplice potrebbe essere: chiedeteglielo, noi non ve lo diciamo.
O almeno: non ve lo diciamo gratis.
Ma oggi, soltanto per oggi, Primo Giovedì vi da la possibilità di scoprirlo a metà prezzo: 1 solo euro per sapere che l'utilità del bongoloide in natura è ... Insert coin.
Ma oggi ci sentiamo buoni e vi aiutiamo dicendovi che i bongoloidi hanno la stessa utilità delle aquile ipovedenti, dei leoni paralitici, delle talpe petomani e di Sandro Bondi.


Nella foto, Maicol, tipico esemplare di bongoloide, che ha già fatto stramazzare al suolo una compagna femmina e si accinge anche a rendere impotente, grazie al pum pum pum, un esemplare maschio della stessa specie.

E voi, etologi Radiolettori, cosa pensate dei bongoloidi? E di Sandro Bondi?

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giovedì 9 settembre 2010

L'ultima Sbronza di Secondo Giovedì

    "Ultima Sbronza" è il nome con il quale, nella religione del C.A.Z.Z.O. (la Confraternita delle Anime Zelanti, Zuzzerellone e Oziose ®) di Radio Giovedì, si indica la sbronza della sera precedente al giorno in corso (solo le persone più perspicaci capiranno... Maicol, è inutile che ci provi).   
    Protagonista della sbronza è, come sempre, Primo Giovedì, accompagnato dal fedele Secondo, ma può talvolta coinvolgere alcuni Radiolettori (i più indisciplinati, come Valeria P.), le due (5) Radioline slo-vacche, una mezza dozzina (almeno) di donne disinibite, una mezza dozzina (almeno) di donne discinte, una mezza dozzina (almeno) di donne libertine e una mezza dozzina (almeno) di donne poco vestite... per un totale di 4 mezze dozzine di donne.  
    La suddetta sbronza si tiene nel luogo detto bar, o pub o osteria, mentre meno spesso si tiene in redazione per ovvi motivi che non stiamo certo a spiegarvi.  
    Ma, inebetiti Radiolettori, quello che è successo ieri, 8 settembre 2010, per il Primo compleanno di Radio Giovedì, è più assurdo di immaginare un film sugli A-Team dopo 20 anni... ma vediamo cosa è successo.  
    Ieri, un mercoledì di settembre come altri quattro, terminato l'happy hour, Primo Giovedì ha permesso ai convitati di prender posto a tavola per la consueta sbronza. Secondo l'attuale moda techno radical chic (che si legge tecnoradicalscic), la tavola aveva la scomoda forma a cerchio e Primo Giovedì, ovviamente, ha espresso il desiderio di volersi accomodare a capotavola. Subito Secondo con un sussulto di stizza condito con tre grammi di saccenza, del quale in seguito capiremo meglio l'origine, gli ha fatto notare che in una tavola rotonda non esiste il posto a capotavola e, per spiegarlo meglio a Primo, ha chiesto una lavagna a fogli mobili (flip-chart), un proiettore (video-beam), uno schermo, ed ha persino scomodato quel mattacchione di Re Artù che si trovava in quel momento a Formentera per una breve vacanza.  Ma Primo, che non è affatto stupido e sa il fatto suo, in quattro e quattr'otto ha dimostrato a Secondo, rifacendosi in parte alla teoria relativista e in parte alla geometria sferica di Bernhard Riemann, che non esistono verità assolute se non riconosciute e avallate da lui medesimo. Presto fatto, in quella tavola rotonda è stato facile trovare il posto a capotavola dove, prontamente, si è accomodato Primo.  
    Numerosi Radiolettori hanno disputato diversi ma inutili incontri di lotta greco-romana per decidere chi avrebbe avuto l'onore di sedere nei 2 posti più vicino a Primo Giovedì senza sapere che quei posti sono occupati d'ufficio dalle 2 Radioline slo-vacche alla sua sinistra e da Secondo alla sua destra.  
    Primo, dopo aver riempito un paio di dozzine di volte i calici dei commensali con litri e litri di Beer Bone fresca, ha chiesto silenzio e l'ha ottenuto. A questo punto, nello stupore generale degli astanti, ha rivelato, con la voce rotta da un ruttino, che uno dei presenti a quella tavola l'avrebbe presto tradito. I Radiolettori, entrati in confusione e con la mente obnubilata dalla Beer Bone, hanno all'unisono chiesto al maestro chi di loro sarebbe stato il traditore. Primo ha intinto dunque un Nacho nella salsa piccante e lo ha dato a Secondo dicendo: "Quello che devi fare, fallo presto". Nessuno dei commensali ha compreso immediatamente il significato di tale gesto, ma ben presto tutto è diventato Chiaro, il marito di Chiara, sorella minore di Franco.  Secondo ha mangiato il nacho ma non la foglia e si è leccato avidamente le dita.  
    Mentre la luculliana cena a base di pesce grigliato e peperoni ripieni del pesce grigliato avanzato continuava, Primo Giovedì ha compiuto un atto alquanto insolito nel rito: ha preso un grissino torinese dalla confezione che ritrae un quadro di Renoir, lo ha spezzato, lo ha intinto nella Mayonese e, dopo aver bestemmiato in lingua ancora non inventata per essersi macchiato la nuova camicia hawaiana, lo ha passato alle due (5) Radioline slo-vacche dicendo: "Prendete e mangiatelo tutto, che quando tornerete in Slovacchia ve la sognate una cena come questa. Questo è un grissino torinese intinto nella Mayonese per voi; mangiate velocemente e portatemi subito un'altra camicia hawaiana pulita".  
    Poco dopo essersi cambiato, Primo ha preso un boccale colmo di Beer Bone e, dopo aver ruttato ad una potenza pari a 466.16 Hz (intonando un perfetto LA diesis), allo stesso modo ha detto: "Bevetene tutti, perché questa è Beer Bone, mica cazzi, prodotta per voi da Radio Giovedì, in remissione del vostro stress settimanale".  
    E tutti hanno bevuto rumorosamente.  
    Ma ben presto, quando Primo ha scoperto che quella che stava bevendo non era la Beer Bone edizione speciale appena spillata dagli stabilimenti della Radio Giovedì Gift Delivery Enterprise Inc. Limited e portata a temperatura ottimale grazie ad un processo di raffreddamento all'azoto liquido, ma della pessima e ferrosa Beck's (nemmeno Next), tra l'altro pure calda, sul volto di Primo Giovedì ha preso il sopravvento lo sconforto.   
    Il calice gli è caduto di mano rovinando a terra senza rompersi: era di vetro infrangibile. Attoniti per la scena del bicchiere caduto senza infrangersi all'impatto con il pavimento tutti i partecipanti si sono bloccati e hanno gridato al miracolo. Poi Primo ha vomitato la Beck's e la cena appena gustata addosso a Secondo Giovedì dicendo queste testuali parole: "Chi cazzo è il responsabile dell'abbeveraggio?". 
    Secondo, unica persona autorizzata a parlare a Primo in occasioni di incazzatura violenta, ha addotto ad inutili giustificazioni del tipo: "E' il professor Plum, nella cucina, con la rivoltella... l'ho visto con i miei occhi!".  
    Ma tutti i presenti, compreso Primo, sapevano che il responsabile delle bevande non è affatto il povero sig. Plum (che già di suo ha un cognome vergognoso...) bensì Secondo Giovedì.  
    Allora Primo scuotendo il capo in gesto di diniego ha detto: "Ed io vi dico che da ora in poi, con sommo dispiacere, io non vorrò più Secondo alla mia destra a mescermi fresca Beer Bone fino a quando il regno di Radio Giovedì governerà il mondo".  
    A quel punto, Secondo Giovedì si è alzato portandosi il tovagliolo a coprirsi il volto e si è dileguato. Da ieri nessuno lo ha più rivisto. 

(nella foto, Primo Giovedì immortalato durante l'Ultima Sbronza di ieri, 8 settembre 2010. Per tutelare l'identità dei Radiolettori, rettangolini neri sono stati posizionati sulle parti intime dei presenti)

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giovedì 24 giugno 2010

La scorta imperiale di Radio Giovedì


A seguito delle numerose minacce subite nei mesi scorsi, l'ufficio massima sicurezza e protezione artisti di Radio Giovedì Enterprise Gift Delivery Inc. Limited ha ritenuto opportuno assegnare una scorta del tipo "imperiale" a Primo e Secondo Giovedì.

Primo e Secondo, da sempre in prima linea contro:

hanno deciso di legare l'attività di denuncia alcolica non violenta a quella radiografica.

Ma i due incantatori di fili elettrici, prestigiatori di microfoni, funamboli dell'etere (il gas ovviamente) nonché digei e proprietari di Radio Giovedì, l'emittente senza peli sulla lingua ma un po' sulle braccia, in questi ormai 8 mesi di trasmissione, hanno dovuto fare i conti con:
  • strane telefonate minatorie anonime in cui si sentiva una voce femminile molto sensuale gemere "ahhh-ohhhhhh-uhhhh...";
  • pedinamenti di loschi individui (come da foto);
  • cacche di plastica incredibilmente realistiche trovate sulla soglia della redazione;
  • scritte oscene sul muro della redazione che riportavano i nomi di Primo e Secondo seguiti da inenarrabili desideri sessuali di ventenni vogliose;
  • santini e minacce di benedizione nella buchetta delle lettere degli uffici della redazione.
Per questo motivo, da questo Giovedì, Primo e Secondo saranno seguiti giorno e notte da un servizio di scorta a piedi fissato nel numero di sei elementi, gentile omaggio della redazione al numero dei gradi alcolici della Beer Bone.
I sei energumeni che scorteranno Primo e Secondo saranno in contatto radiofonico e radiografico con la NASA, la NATO, la NAFTA, la FANTA, la redazione di Radio Giovedì, taxiblu, il faro di Batman, l'ospedale San Raffaele di Milano, l'agriturismo San Cristoforo di Galluccio (CE) -che salutiamo con affetto- e saranno armati fino ai denti. Si disporranno in formazione a cordone ombelicale e proteggeranno Primo e Secondo da minacce verbali, fisiche e anal-coliche.


Lapidario il commento di Primo Giovedì ad un cronista che gli chiedeva un parere sulla frangia più estremista dei Txxxxxxxx Dx Gxxxx (onde evitare querele o ulteriori ripercussioni e per tutelare la loro privacy, non citeremo il nome della setta): "Testimoni di chi??"


Grandi sono i gesti di affetto e solidarietà da parte di tutto il mondo artistico, pornografico, politico, culinario e culturale.


Nella foto Primo e Secondo Giovedì a spasso per la Capitale con la scorta nuova fiammante:


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giovedì 22 aprile 2010

Il felpato tocco di "Intimamente Katia"


Katia,
buonagiornata e buona evangelizzazione da Primo e Secondo Giovedì, santoni radiografici della Chiesa di Radio Giovedì, la chiesa che sta con gli ippopotami.
Nel nostro costante e cieco tentativo di accontentare il maggior numero di religioni, movimenti, credenze, cassapanche, sette e vetrinette che popolano il nostro magnifico orbe terracqueo, siamo casualmente capitati sul tuo intimissimo sito.
Incuriositi e a tratti stupiti dal contenuto del tuo intimissimo blog, abbiamo divorato le tue preziosissime perle di intimità religiose e abbiamo deciso, seduta stante, di sposare appieno la tua politica intimissima di desatanizzazione dell'universo.
Anche noi ci vogliamo liberare dalla mefistofelica Radio Di Jey per accaparrarci il maggior numero di RadioLettori e abbiamo quindi deciso di partecipare al tuo progetto, "SuLaMagliettaPerDio", alzandoci i lembi delle t-shirt e mostrando a tutti le nostre grazie, superando non solo le resistenze iniziali frutto della timidezza che forse Gesù non gradirebbe, ma superando anche la sobrietà che certamente noi aborriamo.

Eccoci qui, con sulamagliettaperdio.



Tutto questo lo facciamo ringraziando Radio Giovedì, per tutto quello che fa, ha fatto e farà per noi, voi, essi.
E grazie anche a Te, intimissima Katia, grazie per quello che hai scritto, e per l'opera di evangelizzazione che ostinatamente porti avanti.
Ti ringraziamo anche per averci mostrato gratuitamente le tue poppe giovani e sode e quelle di un po' di belle figliole del tuo gregge!
E grazie alla Beer Bone, perchè esiste e perchè ci disseta sempre e comunque con estremo garbo.

Primo & Secondo



Risposta di Katia

Grazie ragazzi, buona giornata anche a Voi. 
Sono particolarmente sovraeccitata che anche due boys (certo che non avete il fisico del mio Angelo) abbiano voluto partecipare alla mia iniziativa evangelica di tempo fa. Provvedo subito a pubblicare le vostre foto e la vostra mail, sperando in una fruttuosa collaborazione tra intimamentekatia e la vostra rubrica radiofonica che, ahimè, non ho tempo per ascoltare indaffarata come sono a pregare ed evangelizzare. Un'attività che faccio anche per il vostro bene, anche se vi pare di non percepirlo!

Dio è contento delle bocce all'aria, di fisici scolpiti con geometrici six pack devoti. Spero che la nostra collaborazione per fini evangelici - però non pensiate mica di poter portarmi a letto - possa proseguire con giovamento per le nostre attività ed il mondo circostante, tanto bisognoso di Gesù e di Dio.

Affettuosamente vostra confidente.

Katia

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