Il gingol quotidiano di Radio Giovedì e'

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giovedì 21 aprile 2011

Primo Giovedì nell'Iper Spazio

Fantascientifici Radiolettori, fantascienti-belle-fiche Radiolettrici, cara Lady Gaga.

Come avrete certamente appreso dall’orribile doodle di Google di qualche settimana fa, Yuri Gagarin 10 lustri nel passato (per i meno ferrati, il 12 aprile del 1961) diventò il primo uomo (nonchè il primo comunista) a orbitare nello Spazio.
Anche se non avremmo voluto, siamo costretti dalla par condicio a dirvi che anche i fascisti riuscirono in un’impresa che ha dell’incredibile: furono proprio i fascisti i primi uomini a raggiungere Marte ma solo nel 2006... si sa, i fascisti sono un pò più lenti ma molto più ambiziosi di tutto il resto del genere umano (esclusi dal genere umano ovviamente sono: Maurizio Gasparri, Ignazio La Russa, Angelino Alfano, Roberto Maroni, Renzo (prrrrrrrrrr) Bossi).

Ma torniamo a noi e a culo la par condicio.
Si sa, ingenui Radiolettori, quello che ancora ignorate è tanto ma, Primo su tutti, ignorate che giovedì scorso, 14 aprile 2011, Primo Giovedì è stato il primo digei sbronzo a viaggiare nell’Iper Spazio.

La notizia non ha ancora fatto il giro del mondo perchè bloccata nel frigorifero del reparto informatico di Radio Giovedì che non ha ancora avuto tempo per cambiare la testata del sito. Siamo comunque fiduciosi che una volta vuotato il frigo dalle ultime 1267 bottiglie di Beer Bone, qualcuno possa a trovarla. Inoltre, una equipe di tecnici sta alacremente lavorando al progetto. Ecco una bozza del loro duro lavoro:


A distanza di una settimana dall’evento, la redazione di Radio Giovedì è orgogliosa di darne pubblico annuncio riportando in questo post le parole di Piero Angela:
 
 
Angela in una immagine di repertorio

“E' stato Primo Giovedì a vedere per la prima volta il nostro pianeta in sei dimensioni (ndr. una per ogni grado alcolico della Beer Bone) comodamente adagiato su un triclino stile impero in una comodissima suite della enorme capsula a forma di bottiglia (o supposta, dipende dal punto di vista) dove sarebbe entrato comodamente anche Giuliano Ferrara. O forse il contrario...
Il viaggio di Primo è durato solamente 8 secondi nella sua BeerBoneSpaceEnterpriseShuttle 1.3 (chiamata per comodità BeerBoneSpaceEenterpriseShuttle) giusto il tempo di un paio di birre, tracannate alla velocità di circa 28mila kilojoule al secondo.
Il viaggio di Primo Giovedì nell’Iper Spazio non solo ha dato inizio all’esplorazione di mondi inimmaginabili per persone con scarse capacità di immaginazione (ndr. Maicol su tutti, Sandro Bondi ed Emilio Fede rispettivamente secondo e terzo). Questa impresa ha dato al mondo la speranza di di raggiungere nuove frontiere e poter contare su nuove forme di vita più intelligenti di quelle dell’attuale governo o, anche più semplicemente, di poter contare sulle proprie dita dei piedi (ndr. non bastassero quelle delle mani).
Infatti, Primo Giovedì, pionere dell’Iper Spazio e ovviamente dell’Iper Gnocca, ha compiuto il "primo passo" verso un paio di conquiste (queste ancora da ottenere), sicuramente molto più impegnative e asciutte che entrare al Killer Killer Plastic il sabato sera:
  1. il viaggio nell’Iper Uranio platonico! Sebbene Platone stesso, ideatore del concetto di Iper Uranio, lo descrisse come meta raggiungibile solo dall'intelletto, non tangibile dagli enti terreni, le poste, gli stronzi, i corruttori, i corrotti e i corruttibili, esso ancora non aveva conosciuto il genio terreno di Primo Giovedì, il quale, grazie ad una sonda alimentata con una miscela di BeerBone e Mentos, conta di conquistare il Mondo Delle Idee prima della messa in onda della prossima puntata del Tenente Cristoforo Colombo (domenica alle ore 18.30 su Rete Quattro, dopo il TG dell’inossidabile Emilo Fede).
  2. il viaggio nell’Iper Coop di Piazzale Lodi la domenica prima di Natale.”


Per Questo Giovedì è tutto, la Redazione di Radio Giovedì vi saluta augurandosi di trascorrere bene il resto della settimana.

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giovedì 20 gennaio 2011

Anche John Deere beve Beer Bone

 Agresti Radiolettori, bucoliche Radiolettrici,
come accade da almeno duemila anni a questa parte, anche quest’anno verrà il 20 di gennaio e, come tradizione appena iniziata da noi stessi medesimi, Radio Giovedì vuole raccontarvi una storia magica.
Una storia che non riguarda la 52esima ricorrenza del ricevimento della cartolina di leva da parte di Elvis e nemmeno il brevetto delle montagne russe da parte di L.A. Thompson nel lontanissimo 1885 ma, curiosi Radiolettori, qualcosa che riguarda il vostro amatissimo Primo Giovedì in persona.
Vi racconteremo qualcosa che tocca Primo nel profondo del cuore, perchè per il resto ci sono le Radioline.
Stiamo parlando, appassionati Radiolettori, di una nuova e si spera duratura collaborazione (alcuni direbbero joint venture ma noi conosciamo solo il significato di joint e ci piace ma della venture non ce ne facciamo un emerito fico secco) tra Radio Giovedì e una società che in moltissimi di voi farà sgorgare lacrime di nostalgia. No, purtroppo non è la Jenna Jameson Spa (società per autoerotisti) che salutiamo comunque calorosamente.
Radio Giovedì, nella persona del suo emerito presidente Primo Giovedì, è finalmente uscita vittoriosa dal tavolo delle trattative che si prolungava da ben dodici (14) minuti.  
Bene, oggi possiamo annunciare la prima, unica, vera e propria collaborazione sinergica tra la radio più amata dagli italiani, Radio Giovedì appunto, e la celeberrima ditta indipendente più amata nel mondo dei trattori, la Deere & Company.
Avete proprio capito bene, ipoacustici Radiolettori, la mitica ditta di Johnny Deere ha acconsentito entusiasticamente, dopo l’ultima riunione di 13 minuti e mezzo, a collaborare con la rinomatissima Radio Giovedì. Questi i due punti fondamentali dell’accordo:

  • trasmettere su tutti i trattori da loro prodotti (Serie 5E, 5G, 6D, 6030, 7030 e il nuovissimo e strabiliante 8R non ancora lanciato sul mercato... agricolo) solo e unicamente le frequenze di Radio Giovedì, con grande felicità del Spt (sindacato dei piloti di trattori).
  • alimentare tutti i nuovi modelli di trattore sul catalogo 2011 con gli scarti per la lavorazione della Beer Bone, con grande felicità di Pecoraro Alfonso Scanio e Malgiolio.


Questa joint venture prevede un investimento di capitali stimati dall’università del Minnesota in 150.000.000.001 euro che ne frutterà tanti. Ma cosa diciamo tanti, di più: tantissim!i

Per celebrare l’occasione, i 12.035 dipendenti della Deere & Company non solo hanno deciso di cambiare il loro motto da "Non darò mai il mio nome ad un tractor che non racchiuda in sé il meglio di me stesso" a "Non darò mai il mio nome ad un tractor che non racchiuda in sé il meglio di Primo Giovedì: la Beer Bone", ma hanno anche convertito l’intero stabilimento di East Moline (Matera) per produrre un mezzo adatto e pensato appositamente per le esigenze quotidiane della famiglia Giovedì:

  • per i piccoli spostamenti in città di Primo Giovedì:


  • per i piccoli spostamenti in città del fido Secondo Giovedì:

 

Infine, per celebrare l’evento, ecco la sigla realizzata da Claudio Cecchetto che automaticamente partirà ogni volta che un motore John Deere verrà avviato.
PS: da questa sigla è stata successivamente tratta la filastrocca per bambini nordisti John Brown.

John Deere beve birra là nel pian
dopo aver trebbiato orzo fino ad or;
John Deere beve birra là nel pian,
ma la sua anima ha sete ancor.

Rit. Cheers, cheers hallelujah
cheers, cheers hallelujah,
cheers, cheers hallelujah
ma la sua anima ha sete ancor.

Con diciannove suoi trattori di valor,
dall'Est all'Ovest l’orzo seminò;
con diciannove suoi trattori di valor,
laddove l'orzo cresce ancor.

Un ghisa sbronzo sul trattor lo beccò
e la patente subito gli ritirò;
un ghisa sbronzo sul trattor lo beccò,
ma la sua anima ha sete ancor.

John Deere è sobrio ma il trattore più non guiderà,
ma sbronzi di bionde grazie a lui noi siam già.

John Deere è morto, ma il suo trattor seminerà,
molto altro orzo ancor.

Oh, non temere colui che la patente ritirerà
il tuo trattor fermar non ti potrà;
Oh, non temere colui che la patente ritirerà
il tuo trattore semina ancor.

Radiolettori non piangete su John Deere,
radiolettori bevete con John Deere;
radiolettori non piangete su John Deere,
il suo trattore trebbia ancor.

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giovedì 14 ottobre 2010

Il prodigo Secondo Giovedì

Come ricorderete, smemorati Radiolettori, il giorno 8 settembre 2010, in occasione dell’Ultima Sbronza, Secondo Giovedì ci ha abbandonato... senza per altro finire la birra e soprattutto senza pagare il salato conto!

Ma quello che sicuramente non potete nemmeno lontanamente immaginare, limitati Radiolettori, è quello che abbiamo trovato stamattina nella nostra buchetta delle lettere:
  • due (4) minacce di morte,
  • una testa di capretto,
  • una di cavallo,
  • due (5) teste di cazzo (queste abbondano sempre),
  • due dildos vibranti realistici in pacco anonimo,
  • una (2) lettera strappalacrime da “C’è posta per te”...
... proprio così, stupiti Radiolettori, in redazione abbiamo una buchetta delle lettere molto capiente!

Ah, per Giunone, dimenticavamo che erano due le “lettere strappalacrime” e, come avrete ormai capito, oggi pubblicheremo la seconda “lettera strappalacrime”, quella che riporta come mittente nientepopòdimenoche [rullo di tamburi e fuochi pirotecnici]: Secondo Giovedì. 
Ecco a voi, sensibili Radiolettori, le parole che hanno commosso anche Maurizio Belpietro e Annamaria Franzoni.

Caro Primo,
ho ancora il cuore straziato dal dolore, le unghie dei piedi lunghe e gli occhi gonfi per questa cazzo di congiuntivite che non se ne vuole andare. Da quando sono scappato dalla redazione di Radio Giovedì ho trovato riposo e ristoro (ma non pace) presso una comune di messicani, indiani d’India e filippini delle Filippine. Dal giorno successivo al mio arrivo tra queste genti le emorroidi non mi danno tregua. Credimi, stare in piedi senza mai potersi sedere per 24 ore al giorno è sicuramente stremante ma la cosa che più mi manca in questi giorni è la fig... [parte illeggibile a causa macchia di gazpacho].
Oh Primo, voglio che tu sappia che non è trascorso giorno da quella fatidica cena senza ripercorrere con la mente quei terribili attimi in cui si è compiuto il mio vile tradimento ma voglio anche
che tu sappia che questa è la prima volta che utilizzo un vocativo da quando ho finito il liceo. Ancora oggi non mi spiego quale oscura forza maligna abbia potuto guidare la mia mano a sostituire la caraffa di Beer Bone con una di comunissima e terribile Beck’s, tra l’altro nemmeno Next, e servirti quell’amaro calice, ma una cosa è ora certa: Primo, ho perso il filo del discorso.
La farò quindi più breve di quanto avrei voluto e salterò volutamente tutta la parte in cui ti chiedo umilmente scusa, in cui mi dispiaccio, in cui dico che avrei voluto non compiere mai quel gesto e che vorrei non aver mai scelto Barabba al posto tuo, blàblàblà...
Dunque, Primo, ti chiedo umilmente scusa, mi dispiaccio fino all’esaurimento nervoso per quel terribile gesto che avrei voluto non compiere mai. Primo, so che, a destra dei tuoi tre bypass, in fondo al tuo enorme cuore, reso ipertrofico dall’ipertensione mai curata, c’è ancora spazio per accogliere con misericordia un tuo fratello che si è smarrito e smaronato. Ti chiedo ora, in tutta umiltà, unica cosa che mi è rimasta oltre alle emorroidi e alla congiuntivite di cui ti parlavo poco prima, di poter tornare in redazione e, se mi passa il bruciaculo, tornare a sedere nuovamente al tuo fianco per ricostituire insieme le fondamenta di una sana, sbronza e duratura amicizia.

Tuo eterno Secondo

PS: cazzo, scusa Primo, mi sono accorto solo ora di non aver i soldi per affrancare la missiva... spero tu possa capire e perdonare.

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