Il gingol quotidiano di Radio Giovedì e'

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giovedì 20 gennaio 2011

Anche John Deere beve Beer Bone

 Agresti Radiolettori, bucoliche Radiolettrici,
come accade da almeno duemila anni a questa parte, anche quest’anno verrà il 20 di gennaio e, come tradizione appena iniziata da noi stessi medesimi, Radio Giovedì vuole raccontarvi una storia magica.
Una storia che non riguarda la 52esima ricorrenza del ricevimento della cartolina di leva da parte di Elvis e nemmeno il brevetto delle montagne russe da parte di L.A. Thompson nel lontanissimo 1885 ma, curiosi Radiolettori, qualcosa che riguarda il vostro amatissimo Primo Giovedì in persona.
Vi racconteremo qualcosa che tocca Primo nel profondo del cuore, perchè per il resto ci sono le Radioline.
Stiamo parlando, appassionati Radiolettori, di una nuova e si spera duratura collaborazione (alcuni direbbero joint venture ma noi conosciamo solo il significato di joint e ci piace ma della venture non ce ne facciamo un emerito fico secco) tra Radio Giovedì e una società che in moltissimi di voi farà sgorgare lacrime di nostalgia. No, purtroppo non è la Jenna Jameson Spa (società per autoerotisti) che salutiamo comunque calorosamente.
Radio Giovedì, nella persona del suo emerito presidente Primo Giovedì, è finalmente uscita vittoriosa dal tavolo delle trattative che si prolungava da ben dodici (14) minuti.  
Bene, oggi possiamo annunciare la prima, unica, vera e propria collaborazione sinergica tra la radio più amata dagli italiani, Radio Giovedì appunto, e la celeberrima ditta indipendente più amata nel mondo dei trattori, la Deere & Company.
Avete proprio capito bene, ipoacustici Radiolettori, la mitica ditta di Johnny Deere ha acconsentito entusiasticamente, dopo l’ultima riunione di 13 minuti e mezzo, a collaborare con la rinomatissima Radio Giovedì. Questi i due punti fondamentali dell’accordo:

  • trasmettere su tutti i trattori da loro prodotti (Serie 5E, 5G, 6D, 6030, 7030 e il nuovissimo e strabiliante 8R non ancora lanciato sul mercato... agricolo) solo e unicamente le frequenze di Radio Giovedì, con grande felicità del Spt (sindacato dei piloti di trattori).
  • alimentare tutti i nuovi modelli di trattore sul catalogo 2011 con gli scarti per la lavorazione della Beer Bone, con grande felicità di Pecoraro Alfonso Scanio e Malgiolio.


Questa joint venture prevede un investimento di capitali stimati dall’università del Minnesota in 150.000.000.001 euro che ne frutterà tanti. Ma cosa diciamo tanti, di più: tantissim!i

Per celebrare l’occasione, i 12.035 dipendenti della Deere & Company non solo hanno deciso di cambiare il loro motto da "Non darò mai il mio nome ad un tractor che non racchiuda in sé il meglio di me stesso" a "Non darò mai il mio nome ad un tractor che non racchiuda in sé il meglio di Primo Giovedì: la Beer Bone", ma hanno anche convertito l’intero stabilimento di East Moline (Matera) per produrre un mezzo adatto e pensato appositamente per le esigenze quotidiane della famiglia Giovedì:

  • per i piccoli spostamenti in città di Primo Giovedì:


  • per i piccoli spostamenti in città del fido Secondo Giovedì:

 

Infine, per celebrare l’evento, ecco la sigla realizzata da Claudio Cecchetto che automaticamente partirà ogni volta che un motore John Deere verrà avviato.
PS: da questa sigla è stata successivamente tratta la filastrocca per bambini nordisti John Brown.

John Deere beve birra là nel pian
dopo aver trebbiato orzo fino ad or;
John Deere beve birra là nel pian,
ma la sua anima ha sete ancor.

Rit. Cheers, cheers hallelujah
cheers, cheers hallelujah,
cheers, cheers hallelujah
ma la sua anima ha sete ancor.

Con diciannove suoi trattori di valor,
dall'Est all'Ovest l’orzo seminò;
con diciannove suoi trattori di valor,
laddove l'orzo cresce ancor.

Un ghisa sbronzo sul trattor lo beccò
e la patente subito gli ritirò;
un ghisa sbronzo sul trattor lo beccò,
ma la sua anima ha sete ancor.

John Deere è sobrio ma il trattore più non guiderà,
ma sbronzi di bionde grazie a lui noi siam già.

John Deere è morto, ma il suo trattor seminerà,
molto altro orzo ancor.

Oh, non temere colui che la patente ritirerà
il tuo trattor fermar non ti potrà;
Oh, non temere colui che la patente ritirerà
il tuo trattore semina ancor.

Radiolettori non piangete su John Deere,
radiolettori bevete con John Deere;
radiolettori non piangete su John Deere,
il suo trattore trebbia ancor.

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giovedì 18 novembre 2010

Obolo a Radio Giovedì

Si chiama Obolo di Radio Giovedì l’aiuto economico che i fedeli offrono a Primo Giovedì che nonostante la sua giovane età pare già essere in odore di santità e di alcool.
L’Obolo non è altro che un segno di adesione alla sollecitudine del successore della Trinità, non quella con Terence Hill ma questa:
  1. Dio (inteso come tutte le divinità universalmente più diffuse: Geova, Allah, Buddha, Ganesh, Silvio)
  2. Linus
  3. Mike Bongiorno
Tale Obolo serve per far fronte alle molteplici necessità che il mondo Radiografico quotidianamente incontra e per le opere di carità in favore dei più bisognosi (Ruby in testa, Cristiano Malgioglio ed Emilio Fede in coda) in cui Primo Giovedì si prodiga.

Nasce 1000 e 1 notti fa la pratica di sostenere materialmente, alcolicamente e sessualmente coloro che hanno la missione di annunciare il Vangelo di Radio Giovedì (che, per i più storditi, sono Primo e Secondo Giovedì), perché possano impegnarsi interamente nel loro ministero, prendendosi anche cura dei più bisognosi (cfr Atti degli Ubriachi 4,34; 11,29).
Come potrete immaginare, tutti i taccagni Radiolettori che invece decideranno di astenersi dall’obolare a favore di Radio Giovedì, l’unica radio che non aiuta le vecchiette ad attraversare la strada, verranno senza ombra di dubbio colpiti da una delle dieci (15) piaghe di Radio Giovedì (a inderogabile scelta di Primo e Secondo).

Nel primo anno del suo operato, Primo Giovedì ha voluto sottolineare il particolare significato dell’Obolo:
“L’obolo di Radio Giovedì è l’espressione più tipica della partecipazione di tutti i Radiolettori alle iniziative di bene di Radio Giovedì nei confronti dell’Universo inteso nella sua interezza. E’ un gesto che ha valore non soltanto pratico ma anche fortemente simbolico, come segno di comunione del fedele Radiolettore con Primo Giovedì e di attenzione alle necessità di Secondo Giovedì; per questo il vostro servizio possiede un valore squisitamente squisito” (tratto da “Discorso ai Soci del Circolo della Birra”, 25 febbraio 2010).
Cosa aspettate, fedeli Radiolettori, obolate tutti insieme intonando a voce sguaiata:

Alleluia, alleluia, alleluia, alleluia Alleluia, alleluia, alleluia.
Alleluia, alleluia, alleluia, alleluia Alleluia, alleluia, alleluia.
La nostra birra non deve finire, non deve finire e non finirà
La nostra birra non deve finire, non deve finire e non finirà
Perché la festa siamo noi che beviamo con te,
perché la festa siamo noi, bevendo insieme così…
Alleluia, alleluia, alleluia, alleluia Alleluia, alleluia, alleluia.
Alleluia, alleluia, alleluia, alleluia Alleluia, alleluia, alleluia.

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