Il gingol quotidiano di Radio Giovedì e'

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giovedì 13 gennaio 2011

L’esercito di Radio Giovedì

Il Sovrano Militare Ordine Alcolico di Primo Giovedì di Radio Giovedì, comunemente abbreviato in Sovrano Militare Ordine Alcolico di Primo Giovedì di Radio Giovedì o anche semplicemente in Sovrano Militare Ordine Alcolico di Primo Giovedì di Radio Giovedì, il cui acronimo è SMOADPGDRG o, per i diversamente ugolati, SMOADPGDRG, è un ordine militare (altrimenti si sarebbe chiamato in un altro modo tipo: Sovrana Burlonesca Accozzaglia di Gei di Radio di Gei oppure Bunga Bunga).
Tale ordine è dipendente da Radio Giovedì ed è stato fondato nel lontano 1843 da Sir Primo Giovedì, attuale Principe e Gran Maestro nonchè pentavolo di Primo Giovedì (quello famoso per intenderci). Per entrare a far parte di questo rinomatissimo ordine è fondamentale il possesso di alcuni requisiti: 


  • essere ragazze in età compresa tra i 20 e 30 anni;
  • essere pregevoli d'aspetto (almeno quanto Franza, la ragazza nella foto);
  • essere disposte a soddisfare qualsiasi fantasia di Primo Giovedì rispondendo "grazie sommo Maestro".
Per statuto la finalità del Sovrano Militare Ordine Alcolico di Primo Giovedì di Radio Giovedì è prettamente alcolica ed è riconosciuta dall’ADB e dal FIBT, ma anche da una parte della dottrina pastafariana mastelliana.
Sandro Bondi no, lui non ha riconosciuto nulla. Ma neanche sua madre al cenone di Natale.
Ma si sa, Sandrone è Sandrone...

Dicevamo quindi che la finalità del SMOADPGDRG consiste nel vigilare sulle esigenze alcoliche di Primo Giovedì, provvedendo personalmente a soddisfare i suoi più reconditi desideri di birra (e altro) che, con cadenza settimanale (di solito il giovedì, ma a volte il venerdì, a volte il mercoledì e a volte mai) se non quitodiana, si presentano al palato felpato di Primo Giovedì.

Dall’8 settembre 2009 l'Ordine ha sede a Milano presso la redazione di Radio Giovedì. Una rappresentante dell’Ordine è presente in oltre 120.000 paesi (tutti quelli che possono ricevere le frequenze di Radio Giovedì, oltre a quelli più strani del Risiko e al mondo in cui vivono i Teletubbies) con iniziative di carattere benefico, assistenziale, radiografico e sessuale qualora arrivasse Primo Giovedì. Si qualifica come ente sovrano e, secondo tale rivendicazione, la sua sede (la redazione di Radio Giovedì) gode dello status di extraterritorialità.
Qualunque cosa questo significhi.

Il SMOADPGDRG segue la giurisprudenza del regno di Atlantide ed è riconosciuto da gran parte della comunità mondiale di Radiolettori come soggetto di diritto internazionale. Escluso Sandro Bondi e l'Asino Parlante (non quello di Shreck ma Emilio Fede).

Il motto dell’Ordine è ɐʇɐʇɐd ɐl ʍ (traduzione dal sanscrito: Una birra e due donne o una donne e due birre. Ma meglio due donne e due birre. E nel caso non ci fossero le donne, allora solo le birre. Possibilmente fresche).
L'Ordine batte una sua moneta, la Beer Bone, utilizzata come mezzo di scambio nei territori controllati da Radio Giovedì, immatricola veicoli con targa RG, e celebra la sua festività nazionale l’8 settembre.

Vi starete domandando come mai vi abbiamo dato tutte informazioni... ovvio, pechè stiamo ricercando nuove ragazze da inserire nell'organico (non il bidone). Mandate pure una vostra foto intera in costume e senza corredata delle vostre misure (seno, vita e fianchi) a radiogiovedi@gmail.com. 
Astenersi culone e cielline.

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giovedì 21 ottobre 2010

Il prodigo Secondo Giovedì (one week later)

Screanzati Radiolettori, per fare un pò di ordine nel caos primordiale che regna tra i vostri neuroni e far un pò di chiarezza nel buio pesto della vostra memoria, oggi vi raccontiamo brevemente cosa è successo questa settimana, ovvero 7 giorni esatti dopo aver ricevuto la missiva non affrancata di quel mentecatto di Secondo Giovedì. Ora mettetevi comodi, stappatevi una fresca Beer Bone, inserite la ormai macilenta cassetta di Bryan Adams “Reckless” nel mangianastri, rilassatevi e godetevi la storia.

Come ben ricorderete, smemorati Radiolettori, pochi giorni dopo l’Ultima Sbronza, Secondo Giovedì, il fratello venuto meno bene della famiglia Giovedì, raccolto ogni suo avere abbandonò la redazione e se ne andò in un paese lontano, ancora più lontano di quanto tu, inconscio Radiolettore, stia pensando. Secondo fonti accreditate Secondo si rifugiò a Piffione, ai più noto come Centro Universale di Lubriche Oche (CULO), piovoso, triste e desolato borgo in terra bresciana vicino a Bettole dove, secondo un'antica tradizione, si sarebbero ferrate le oche con i martelli di paglia. Questa la dice lunga sul posto e sui suoi abitanti...
Ma non divaghiamo. A Piffione, con la liquidazione di Radio Giovedì, Secondo visse dissolutamente in una comune abitata da strana gente: messicani, indiani, filippini e Sandro Bondi. Tra offerte compulsive alla chiesa Cristiana Cattolica e giocando azzardatamente d’azzardo a Subbuteo con lestofanti autoctoni, Secondo si ritrovò da un giorno all’altro con le pezze al culo (leggi anche: in bolletta).
Ma il detto “la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo” è molto più vero di “è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli” (pare infatti che a causa di una errata interpretazione di una consonante del testo originale, la gomena -gamta- della parabola sia diventata un cammello -gamal-. In tal modo il gioco di parole ha perso l'attinenza che aveva con i pescatori del Lago di Tiberiade. Di conseguenza, nel testo greco la parola incriminata è "cammello" da "kamelos", invece che "grossa fune"e cioè "kamilos").
Ma bando alle ciancie, dicevamo che Secondo, cammello o grossa fune che fosse, una volta che ebbe speso tutto -e quando diciamo tutto intendiamo proprio tutto, anche i pochi euro guadagnati vendendo al mercato di Piazza Castello a Borgosatollo i vestiti di paiette, il boa di struzzo rosa shocking e la sciarpa verde a quadretti dono di Primo Giovedì- in quel paese sopraggiunse una grave malattia (la diarrea dei volatili) ed egli, senza un soldo per acquistare una cerata o un misero k-way cominciò ad essere nel bisogno (leggi anche: in un mare di merda).
Allora Secondo andò a parlare con Maicol, lo stronzino di Piffione, che accettò a fargli un prestito a patto che lavorasse per lui nei campi a pascolare i maiali.
Ma le cose non miglioravano: i piccioni cacavano come oche ripiene e nei campi non v’era altro che guano e maiali.
Allora, un pomeriggio, trovato rifugio sotto una pianta di cachi di colpo rinsavì e si disse: "Ma che cazzo sto facendo? Quando ero a Radio Giovedì avevo birra in abbondanza mentre ora muoio di sete, avevo gnocca in ogni mano mentre ora ho solo guano di piccione, avevo intorno delle gran maialone... beh, quelle anche adesso! Poco male, mi leverò, mi laverò dal guano, andrò da Primo Giovedì, e gli dirò: Primo, scusa la puzza di guano, ma a Piffione i piccioni hanno la diarrea. Voglio che tu sappia che ho peccato contro la Radio, davanti e dietro di te... e quindi non sono più degno di essere chiamato tuo fratello; trattami come un comune Testimone di Geova della domenica mattina. Questo è quello che mi merito”.
Egli dunque si levò, si lavò, cantò, ballò per un po’ e andò da Primo. Ma mentre era ancora lontano dalla redazione, Primo lo vide, lo riconobbe (nonostante la capigliatura a metà tra una Amy Winehouse appena alzata e Paolo Migone prima di coricarsi) e cambiò strada. Non ne ebbe per niente compassione, diversamente da quello che tutti si sarebbero aspettati avendo già letto una storia simile...
Quindi Primo corse negli studi di registrazione e si stappò una dozzina di Beer Bone. Ma mentre tracannava la tredicesima, uscendo un attimo dal copione ed entrando in un altro, fu folgorato su Via Damasco (come Saulo, aka San Paolo) e, pervaso dalla nostalgia per i vecchi tempi andati, una lacrima scese dall’occhio di Primo (si scoprì poi essere stata causata da una congiuntivite, ndr), ricordando quando le Beer Bone venivano tracannate in compagnia di Secondo Giovedì.
E proprio in quel frangente, come nei migliori film americani, il campanello della redazione suonò.
Primo si commosse, i bypass cominciarono a suonare come il jackpot di una slotmachine di Montecarlo e con le lacrime agli occhi andò ad aprire la porta: era però una coppia di Testimoni di Geova in vena di chiacchiere e quindi, deluso, Primo richiuse subito la porta.
Ma ormai nel cuore di Primo l’argine che conteneva le lacrime era ormai rotto. Uscì dalla redazione e andò in cerca di Secondo Giovedì, sapendo bene dove cercarlo: da Peppuccio, al bar della Darsena!
I loro sguardi si incrociarono. A Primo si gelò il sangue, a Secondo la mano in cui teneva la Beck’s Next appena presa dal frigo. Dopo qualche secondo di esitazione Primo ruppe gli indugi e gli si gettò al collo baciandolo, come un tempo, lungamente e appassionatamente (e anche con un po’ di lingua) dietro l’orecchio destro.
Il fratello prodigo al secolo Secondo Giovedì allora disse: "Fratellone, ho peccato contro la Radio e contro di te. Non sono più degno di essere chiamato tuo fratello e...".
Primo lo interruppe con un gesto eloquente della mano e disse: “Secondo, tu non sei mio fratello; è proprio per questo che non ti chiamo fratello, cazzo!”
E Primo, non riuscendo più a contenere la sua ebbrezza per le tredici Beer Bone ingurgitate, disse alle sue Radioline: "Spogliatevi nude e portatemi due Beer Bone... facciamo tre, una la darò a Secondo!”.
Quando le ebbero bevute, aggiunse: “Portate qui il microfono più bello, mettetegli un’altra Beer Bone in mano e conducetelo in redazione.
Poi prendete quel grosso ammasso di pulci e ciccia che abbaia in continuazione nel cortile del vicino, ammazzatelo e cuocetelo allo spiedo; berremo e ci rallegreremo tutti, perché Secondo era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato".
Ci fu una grande festa a base di peperoni ripieni, melanzane grigliate, caponata, fagioli, hot dog e birra ghiacciata.

Morale: un fratello per quanto caro può sempre tradirti, una Beer Bone, per quanto cara, no!

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