Il gingol quotidiano di Radio Giovedì e'

giovedì 17 marzo 2011

AVVISO AI RADIOLETTORI

Incensurati Radiolettori,
la trasmissione di oggi andrà in onda in forma ridotta perchè, come ben saprete, fra esattamente 21 giorni si terrà il processo al nostro carissimo (dal punto di vista economico) onorevole (dal punto di vista ironico) cavaliere (dal punto di vista ippico/equino) Silvio Berlusconi. Il Tribunale di Milano ha all’unanimità deciso non solo il giudizio immediato per Berlusconi il prossimo 6 aprile (incrociamo le dita!), ma anche la detenzione domiciliare per Ruby Rubacuori presso gli studi di Radio Giovedì.


Ruby inganna il tempo in redazione di Radio Giovedì
 
Questo ci rende momentaneamente molto impegnati a nascondere l’argenteria e stappare Beer Bone per una persona in più ad un ritmo per noi inusuale (non ci riusciremmo se non avessimo i nostri inimitabili stappini)... non abbiamo quindi tempo da dedicarvi.
Vi rimandiamo alla prossima settimana.
Passiamo e chiudiamo.

Continua a leggere...

giovedì 10 marzo 2011

Cernevale

Seriosi Radiolettori, pudiche Radiolettrici,
oggi la redazione di Radio Giovedì ha sospeso le trasmissioni perchè impegnata a terminare il carro di carnevale voluto quest'anno da Primo e Secondo Giovedì a immagine e somiglianza delle radioline.

Continua a leggere...

giovedì 3 marzo 2011

Odiamo gli scout e siamo felicemente ricambiati

Ipotetici Radiolettori, ipocaloriche Radiolettrici,

come avrete già capito dal titolo, quella che state per leggere è una trasmissione che tratta un tema veramente delicato: l’organizzazione di stampo mafio-nazista meglio conosciuta come S.C.O.U.T.
Tema scottante come uno scoglio in agosto a Pantelleria che, per vostra comodità e affezione al linguaggio criptico degli essemmesse, vogliamo sintetizzare e semplificare in questo modo:

“una trasmissione ke tratta un tema veramente delicato: l’organizzazione di stampo mafio-nazista meglio conosciuta come S.C.O.U.T”

Non preoccupatevi timorosi Radiolettori, in questa trasmissionne non scadremo nella banalità; per esempio non diremo che gli scout sono “dei bambini vestiti da cretini, guidati da cretini vestiti da bambini”. Anche se lo pensiamo.
Vediamo un attimo di chiarire chi sono gli SCOUT, quali sono gli ideali del movimento SCOUT, cosa si intende per scoutismo e dove comprare 1 kg di banane dell’Ecuador a meno di 1,49€.
Andiamo per ordine:
SCUOT è il termine con il quale, dopo la seconda convenzione di Baden-Powell del 1939, ci si riferisce a tutti quei poveri bimbetti e adolescenti di età compresa tra 6 e 16 anni e tutti quegli adulti che vanno dai 17 anni a + infinito ma afflitti dalla terribile “sindrome del giovane esploratore” già nota nella letteratura medica come “sindrome della giovane marmotta” o "deficienza". Questi SCOUT sono accomunati dagli stessi ideali e dalle stesse passioni, prime su tutte:
  • gerontofilia (aiutare le vecchiette ad attraversare la strada anche quando non lo vogliono fare, accompagnare i vecchietti a ritirare la pensione il 12 del mese...),
  • fiorifilia (amore per i fiori, i fioretti, i fiorellini e i forellini),
ma non vanno trascurate le passioni per:
  • i pantaloncini corti a coste di velluto verde cacca di vegano, 
  • i fuochi nei boschi che spesso evolvono in paurosi incendi, 
  • le 1001 tecniche per schiacciare i brufoli utilizzando tre dita,
  • gli elfi, gli gnomi, i folletti e gli aspirapolveri.
Riconoscere un gruppo di SCOUT tra la folla è facile come riconoscere un narcotrafficante colombiano con 50 kg di cocaina addosso al check out dell’aeroporto di Tallinn.
Ma vediamo quali sono le caratteristiche tipiche degli SCOUT:
  • si spostano in gruppi nutriti (mai meno di 475 persone per gruppo) ma affamati,
  • sono sempre festanti e cantanti come tornassero da una scampagnata quando in realtà non si lavano da settimane e hanno mangiato insetti e fango,
  • manifestano una gentilezza e un’educazione stomachevolmente irritante,
  • si spostano a piedi o in treno. In treno solo ed esclusivamente negli orari di punta. Per questo motivo si creano spesso e volentieri alterchi con i gruppi di pendolari stanchi morti di ritorno dal lavoro che si devono sorbire a piena voce:

SOL    DO RE          SOL DO RE
Lui stava lì seduto nel giardino
SOL       DO RE   SOL DO RE
ed era quasi nudo e piccolino,
SOL        DO   RE SOL
da dove era venuto non lo so
   DO         RE MI-
era normale che lui fosse lì,
            DO      RE SOL
aveva un occhio nero e un occhio blu
    DO RE  SOL DO RE
bambino io, bambino tu.

Anche il movimento SCOUT, come la maggior parte dei movimenti quali il femminismo, il feticismo, il fascismo, il neocolonialismo, il modellismo, il manicheismo, l’amletismo, il laconicismo, l’amorfismo, il meccanismo, il turismo... finisce in “ismo”: lo scoutismo.
Prestate attenzione: lo scautismo non è come molti di voi potrebbero scioccamente pensare una semplice variante di una malattia invalidante al 100% quale potrebbe essere l’autismo, il favismo (che non è una irrefrenabile voglia di fave) o il berlusconismo.
No, semplicistici Radiolettori, non è così!
Lo scoutismo è molto più grave di un pelo del naso incarnito, più debilitante della pertosse (già detta tosse canina) e più interessante del dilemma che da anni attanaglia milioni di italiani circa la sessualità di Amanda Lear.
Lo scoutismo, allibiti Radiolettori e raccapricciate Radiolettrici, per la gravità dei suoi effetti e per la semplicità del contagio con cui si propaga tra i bambini è anche individuata da alcuni studiosi della materia (per l’appunto gli scoutisti) come la decima malattia infettiva tipica dei bambini (oltre a: Morbillo, Parotite, Rosolia, Scarlattina, Varicella, Sesta malattia, Settima malattia, Ottava malattia e Pertosse). Altri scoutisti invece la definiscono come “la strage degli innocenti”. Lo scoutismo infatti ogni giorno miete centinaia di milioni di vittime tra piangucolanti ingenui bambini ignari della perfidia che si cela nelle menti dei propri genitori.  

Radio Giovedì ha deciso di dire basta. E l’ha detto:
BASTA!

Ma non solo. Primo Giovedì per interposta persona in quanto momentaneamente a rilassarsi alle Bahamas, ci fa sapere che “fermarsi una volta a riflettere e parlare di questa piaga della società contemporanea può essere difficile ma è altresì indispensabile”.
Molti dei nostri figli, nipoti, cugini e delfini hanno intrapreso la via della perdizione in età scolare o anche più tardi ma, come ben sapete, Primo Giovedì non ha timori, tremori, trattori (anche se li desidera fortemente), locomotori e remore di alcun tipo. Radio Giovedì tratta tutti gli argomenti, anche dei più delicati, senza peli sulla lingua, sulle gambe e sotto le ascelle, in modo pulito e trasparente e lo fa anche per questo scottante argomento che spesso, per via della morale pubblica, della legalità, dell’igiene orale o altro, viene considerato inopportuno.
Con questa trasmissione la redazione di Radio Giovedì spera di spalancare i vostri occhi, di smuovere le vostre coscienze anche se è certa che un vespaio di critiche verrà alzato da inopportuni sadici e adipici benpensanti, da moralisti del PDL, da Hare Krishna e dal Moige. Ma nessun problema: del loro pensiero non ce ne frega un cazzo! Tali critiche, secondo Crepet,  sono da interpretare come dimostrazione d'ignoranza e desiderio represso fare sesso anale con Massimo Boldi e Sandro Bondi... insieme.
In ogni caso, comunque voi la possiate pensare, Primo Giovedì in questo momento ha altro a cui pensare...



Continua a leggere...

giovedì 24 febbraio 2011

La critica della ragion scura doppio malto

Un'immagine filoso-fica
Filosofici Radiolettori,
Primo e Secondo Giovedì desiderano dedicare la trasmissione di questo giovedì a Questo Giovedì.

A Questo Giovedì

Caro Questo Giovedì, questo giovedì vogliamo indottrinare i nostri ignoranti Radiolettori, ché dire ignoranti è un eufemismo. Stavamo seguendo attentamente e contemporaneamente un porno sadomaso di Antenna 3 e un porno fetishcore su TV7  mangiando pop corn al burro scaduti da 3 mesi e qualche settimana quando, al momento dei consigli per gli acquisti abbiamo fatto un pò di zapping. Passando da un documentario sulle tecniche di accoppiamento dei sifaka (un genere di lemuri della famiglia degli Indriidae endemici del Madagascar) e una televendita di bambini rumeni rapiti, la nostra attenzione è stata immediatamente rapita da una puntata notturna dell’Università Telematica Internazionale UniNettuno. Il Professor Perin del Vaga, specializzato in tuttologia ha presentato alcune innovative tesi filoso-fiche che oggi Primo e Secondo Giovedì vogliono riproporvi. Ecco dunque i passi fondamentali:

“E’ concetto universalmente accettato che “bello” sia una categoria dell'estetica, creata dal quel mattacchione confusionario mangiaaglio di Platone, che nel corso dei secoli (tutti dal I° fino al XXI°) è rimasta immutata nel valore e nel candore.
Ebbene sì, amici, per centinaia di migliaia di kilojoule di anni il “bello” è rimasto un concetto chiaro a tutti, limpido e cristallino, ma, strano a dirsi, non è mai stato chiaro, limpido e cristallino quali siano le caratteristiche che caratterizzano il carattere del bello (scusate il didascalismo) e, soprattutto, mai è stato definito con chiarezza cosa esso rappresenti. Manca dunque una definizione universalmente condivisa dalla comunità scientifico-montana di filosofici pecoroni.

E per quanto riguarda il concetto di “buono”, incredibile a pensarsi, dirsi, lettera e testamento, stesso discorso!

Riportiamo quì fedelmente un discorso tipico tra due peripatetici greci, che vi può aiutare a comprendere la faticosa vita nel Peloponneso di 20 mila leghe sotto i mari fa:

S. -Ehi, Alcibiade, hai visto che '"bello” il nuovo tempio di Zeus?-
A. -Caro Spiridione, tu dici “bello”, ma bello in che senso?-
S. -Alcibiade, “bello” nel senso che mi piace!-
A. -Spiridione, sei proprio un sempliciotto...- 

Paradossale, no?
Forse capzioso, ma nessuno capirebbe.

Due dilemmi dunque, quello dell’oggettivizzazione del “bello” e del “buono”, che hanno accompagnato l’intera umanità nel corso dei secoli (tutti i secoli: I, II, III, IV, V, ecc ecc fino a XX).
Cosa è il “bello”? Cosa è “buono”?
Il panettone è “buono”?
La carta da parati anni ‘60 è “bella” o forse è “buona”?
E il coccodrillo come fa?

Ma oggi, strabiliati Radiolettori e mirabilanti Radiolettrici, se a questo punto della puntata state ancora leggendo, Primo e Secondo messi insieme, hanno deciso di dire basta alla confusione. E l’hanno detto insieme con questo risultato:

Basta, confusione!



Grazie all’atteggiamento filosofico di Radio Giovedì, l’emittente a tutta gnoseologia, che consiste nell’avere programmaticamente e insindacabilmente ragione (atteggiamento che indiscutibilmente appartiene alla Radio che state leggendo e che, alla luce di questa frase, utilizza gli avverbi in modo sorprendentemente esagerato), oggi abbiamo la possibilità di chiarire il dubbio che attanaglia l’umanità tutta da secoli e secoli.
Amen!
E’ infatti grazie alla nuova produzione di Beer Bone che Radio Giovedì ha imbottigliato esattamente due settimane e mezzo fa e il suo affermarsi a livello galattico che i concetti, fino ad oggi confusi e nebulosi, di “bello” e “buono” sono stati finalmente chiariti.
  • “Bello” è tutto ciò a immagine e somiglianza di Primo Giovedì, rettore, reattore e pornoattore unico e insostituibile di Radio Giovedì.
  • “Buono” è tutto ciò che è simile per sapore alla Beer Bone, sponsor ufficiale della Radio e unica birra sul mercato al gusto di birra.
E adesso, a proposito di Beer Bone, un messaggio dal nostro sponsor che vi ricorda che dovunque ci sia una casa, c’è anche un frigo.
E se c’è un frigo, perchè non riempirlo di fresca Beer Bone?

Continua a leggere...

sabato 19 febbraio 2011

A Radio Giovedì, Cronaca - ANSA

Milano - Da una serie di video consegnati questa mattina da alcune ex radioline polacche al quotidiano "il Giornale" -che verranno pubblicati nei prossimi giorni- emergerebbe che nella Redazione di Radio Giovedì non sia mai scorsa nemmeno una goccia di birra!

Continua a leggere...

giovedì 17 febbraio 2011

Marzullo intervista Primo Giovedì

Primo Giovedì è un grande uomo.
Grande pressapoco così.
Digei, uomo di cultura, spettacolo, teatro, cinema, musica e alcool.
Mirmecologo, domandologo, speleologo, archeologo, ideologo e proptologo.
Consulente, docente, conducente, dirigente, assistente e saccente.
Guardarobiere, portiere, barbiere, giardiniere, infermiere e carabiniere.
Allenatore, allevatore, amministratore, danzatore, intagliatore e untore.
Archivista, barista, ascensorista, attrezzista, ceramista e farmacista.
Cameriere, cantoniere, lattoniere, magazziniere, pasticciere e artificiere.
Astrologo, musicologo, astronomo, agronomo, filosofo e pornostar. 

In questo elenco è presente un intruso, trovatelo e scrivete la soluzione a: radiogiovedi@gmail.com.
Il vincitore riceverà in premio un poster ritraente una cassa di Beer Bone Special Edition.
Ora stappate una birra e godetevi l’intervista.




GM: Divulgatore radiofonico, giornalista, scrittore, cantante, mastro birraio, uomo di comunicazione, pornoattore. Ma lei, intimamente, come si considera?
PG: Bello.

GM: Tutti concordano che i suoi programmi siano l’esempio da seguire. E’ Radio Giovedì la buona radio?
PG: Secondo te, dovrei forse rispondere: no, è Radio Maria l’esempio da seguire?

GM: Come è stata la sua vita?
PG: Spericolata.

GM: Rimpiange qualcosa? Qualche rimorso?
PG: Sì, non essere entrato in politica il 26 gennaio 1994...

GM: Come è arrivato alla radio?
PG: In Porsche.

GM: Le sono state conferite 3 lauree Honiris Causa per la divulgazione, si è montato la testa?
PG: Devo ammettere che quando mi hanno conferito la prima un pò mi sono montato la testa... poi l’hanno data anche a Valentino Rossi e ho smesso.

GM: Che differenza intercorre tra l’uomo di radio e lo scrittore?
PG: Che differenza intercorre tra un uomo che dice stronzate e uno che le scrive?

GM: Ha paura della morte?
PG: Se continui con queste domande tu dovresti cominciare a temere la morte.

GM: Lei perde mai la pazienza?
PG: Direi quasi mai... solo quando vengo intervistato da un deficiente corro questo rischio.

GM: La mondanità le piace?
PG: Ad essere sincero preferisco la birra.

GM: Pazzie per una donna ne ha mai fatte?
PG: Pazzie vere e proprio direi di no. Ricordo solo che una volta ho incendiato la macchina di un mio contendente con dentro sua madre ma poi ci siamo chiariti e tutto è finito lì.

GM: Legge l’oroscopo?
PG: No, solitamente me lo faccio recitare dalle Radioline in topless mentre bevo Beer Bone.

GM: La tecnica ci spinge a fare ciò che praticamente si può e non ciò che moralmente si deve?
PG: Secondo me scopi poco...

GM: Cosa non sopporta?
PG: Farei prima a dirti quelle 3 cose che sopporto: la gnocca, la birra fresca e... direi che non c’è altro.

GM: Noi siamo abituati a vederla sempre sorridente, gioioso e positivo. Quando è triste che fa?
PG: Bevo e torno felice.

GM: Crede in Dio?
PG: Dire che credo in Dio non è corretto. Diciamo che Dio crede in me ma spesso non è reciproco.

GM: Ci vuole tenacia nella vita per avere successo?
PG: No. Basta avere più culo che anima o un sacco di soldi.

GM: Vale anche in amore?
PG: Non credo. In amore bastano i soldi. Più sono, meglio è.

GM: Come è stata la sua infanzia?
PG: Lunga... pensa che è durata 14 anni.

GM: Ha fatto altri lavori prima di approdare al mondo radiografico?
PG: Se scippare vecchiette in motorino (io non le vecchiette) mentre camminano sul marciapiede e disegnare sulle facciate dei palazzi enormi falli, allora sì. Poi ovviamente ho cantato sulle navi da crociera...

GM: Passa per essere un intellettuale della radio. Trova questa definizione appropriata?
PG: No. Trovo che sia estremamente restrittivo confinarla al mondo radiografico.

GM: Si sente popolare?
PG: Il giovedì sì.

GM: Le cose che ci si lascia dietro alla fine ci raggiungono sempre?
PG: Dipende dal loro olfatto o dal senso dell’orientamento, non ultimo dalla loro velocità.

GM: Le piacerebbe diventare centenario?
PG: Veramente preferirei diventare milionario...

GM: La libertà cosa è?
PG: Un sostantivo.

GM: E il potere?
PG: Anche.

GM: Chi è felice ama o chi ama è felice?
PG: Non lo so ma ti posso assicurare che nel dubbio io bevo, poi sono felice e amo. Tanto!

GM: Perchè ha sempre avuto la barba?
PG: Perchè non ti fai i cazzi tuoi?

GM: Ha mai avuto il complesso di essere grasso?
PG: No, ma quando guardo la TV ho spesso il complesso di superiorità.

GM: I drogati sono persone che hanno perso la voglia di vivere o la speranza?
PG: Qualunque cosa abbiano perso penso siano più comunque più fortunati degli Hare Krishna o di Sandro Bondi.

GM: Chi è Dio?
PG: Prima era Ronnie James, poi è morto...

GM: Che cosa la fa arrabbiare?
PG: L’ipocrisia, l’ingiustizia ma soprattutto Radio Di Gei (ndr. Radio Deejay).

GM: La satira è di destra o di sinistra?
PG: Nessuna delle due: la satire è una cosa seria.

GM: Come si fa a prendere in giro un politico che spesso è già ridicolo di suo?
PG: Oscar Wilde sono certo che avrebbe l’aforisma giusto... io trovo sia solo una perdita di tempo.

GM: C’è un momento particolare della giornata nel quale si esprime meglio?
PG: Stai scherzando... checcazzo di domanda è?

GM: Ridere è una libertà suprema o una regola di vita?
PG: Fossi in te mi farei vedere da un bravo specialista...

GM: Essere dissacratori a vent’anni è un obbligo, continuare ad esserlo dopo i cinquanta è un privilegio?
PG: Posso solo dire che fare domande deficienti a vent’anni ci può stare, farle a cinquanta diventa un problema...

GM: E’ un uomo duro?
PG: Chi?

GM: Come consuetudine, a questo punto sii faccia una domanda e si dia una risposta.
PG: Perchè ho accettato questa intervista? Per il cachet... e colgo l'occasione per salutare mamma e papà!

Continua a leggere...

giovedì 10 febbraio 2011

Metteteci Silvio

Benpensanti Radiolettori, pudiche Radiolettrici,
ora rispondete sinceramente a questa domanda: vi ha mai deluso Primo Giovedì?
Se rispondete qualcosa di diverso da un “no”, state mentendo. E ne siete consapevoli. Inoltre provereste un sacco di vergogna per voi stessi e arrossireste. Quindi vi sgameremmo in men che non si dica e fareste una figura barbina, pessima, perdendo quel pizzico di credibilità che ancora, nascosta da qualche parte, vi è rimasta.
Quindi dite subito la verità, vi conviene. Conoscete il “dilemma del prigioniero”? No? Bè, non sperate che ci prendiamo la briga di venirvelo a raccontare, branco di caproni che non siete altro!
Comunque, a proposito di dire la verità, dovete sapere che c’è gente geneticamente modificata o con 8 strati di fondotinta che riesce a non arrossire mentre racconta frottole e dunque pensa di farla franca. Certo, in un paese normale, con una popolazione intellettualmente normodotata, una persona di questa caratura non farebbe due passi per strada senza che qualcuno gli scoppi a ridere in faccia. Invece in altri paesi più regrediti questo non succede e un farabutto di bassa lega può indisturbato continuare a farla franca e governare. L’Italia è un paese più regredito rispetto agli altri. Certo, anche più bello, ma soprattutto regredito. Ma, per fortuna, qualcuno che ancora riesce ad indignarsi per le marachelle che qualcunaltro combina c’è, anche in Italia.
Beppe Grillo vi starete domandando?
NO! Qualcuno di moralmente più elevato...
Signorini ribatterete con fare saccente?  Sbagliato.
Travaglio? Nemmeno.
Cristiano Malgioglio? Acqua alta.
Di Pietro? Bé, non esageriamo...
Ebbene, radiogenici Radiolettori, stiamo parlando di Vasco, Vasco Rossi.
La settimana scorsa il Blasco nazionale ci ha telefonato in redazione dicendoci che si è rotto i coglioni di questa vicenda di menzogne che in questo periodo circonda Silvio, Silvio Cav. Berlusconi, rovinando la sua reputazione (quella di Vasco, in quanto italiano) e ha deciso di scrivere una canzone. Ovviamente prima di darla al suo discogra-fico, ha pensato di passare in redazione di Radio Giovedì e sottoporla alle sapienti orecchie di Primo, meno disco ma sicuramente più fico.
Bene, nostalgici Radiolettori, si tratta del remake di una vecchia splendida canzone degli anni ‘80 alla quale Vasco ha modificato leggermente il testo.
Primo, dopo averla attentamente ascoltata per 20 secondi, ha detto “sì!” e Vasco si è deciso ad inciderla... e sarà la traccia tre del nuovo repackaging di Bollicine, di cui vi riportiamo l’artwork rinnovato per l’occasione.




Impazienti Radiolettori, ecco solo per voi un accenno del testo che potrete aurigliare a breve sulle migliori frequenze web:

“Portatemi Silvio!”

Metteteci Silvio
sul banco degli imputati
metteteci Silvio
e giudicate anche lui
come noi
e difendetelo voi
buoni cristiani
Portatemi Silvio
lo voglio vedere
portatemi Silvio
gli devo parlare
gli voglio chiedere
di una vicenda che ho sentito
ma che non ho capito
quanto ha pagato
quante minori ha chiavato
anzi
adesso cosa ha raccontato?
adesso a chi ha telefonato?
Portatemi Silvio

Continua a leggere...